Ti immagino qui, accanto a me,
la sigaretta tra le labbra,
lo sguardo diretto di chi non ha timore
perché sa bene che cos'è il dolore.
Mi guardi, non sai che ti conosco,
che tante volte ho letto i tuoi pensieri
e a lungo ho riflettuto sulla vita
di chi conosce bene il pozzo fondo.
Ti vedo camminare lentamente
tra i tanti fogli bianchi che hai riempito,
tra mozziconi brevi a terra andati,
gettati lì dalla tua noncuranza.
Tu non ami parlare del passato,
di tutto ciò che a lungo ti ha ferito;
in fondo a niente serve raccontare
a chi non conosce affatto quel dolore
profondo e insopportabile del cuore
e della mente, e cerca di capire.
Io ti saluto, Alda, e ti compiango,
difficile scordare il tuo sorriso
a volte dolce a volte un po' beffardo,
le tue movenze morbide e un po' lente,
il tuo indagare intelligente
il mondo.
P.M.C.
