I Mulini a vento

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Utente: accipicchia
Nome: Piera Maria Chessa
Credo di essere una persona sincera. Non riesco a giustificare in nessun modo tre cose:le imposizioni(di ogni genere), l'ambiguità, la presunzione.


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.

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sabato, 24 ottobre 2009

Promesse non mantenute

Due giorni fa, sul blog di Milvia Comastri “rossiorizzonti", è stato pubblicato un post, il titolo è L'Aquila tradita, in cui si denuncia la “reale” tragica situazione nella quale si trovano i tanti, troppi abruzzesi che, dopo aver conosciuto e vissuto i terribili giorni del sisma, si trovano ora a dover affrontare, ancora una volta da soli, il freddo dell'inverno che arriva, tra mille difficoltà e l'indifferenza di chi potrebbe fare e sta a guardare, nascondendo verità e menzogne.

Un 'ulteriore offesa gratuita nei confronti di una popolazione che cerca con coraggio di ricostruire se stessa.

Guardo la fotografia, l'azzurro delle tende, che dovrebbe far volgere lo sguardo verso il cielo, verso la speranza, invece guardo in basso, vedo il fango intorno alle tende, i giochi abbandonati.

E i bambini? Dove sono i bambini? Non giocano più? Un istante di vita quotidiana fatto di “cose”, non di persone. Le persone stanno al freddo, non parlano, non hanno voglia di parlare, di raccontare, perché lo hanno fatto sin troppe volte, sempre inutilmente.

Sono stanche anche di sentir parlare, sono stanche di parole pronunciate con tanta superficialità, che hanno indotto alla speranza, puntualmente delusa. Dove sono le case promesse con parole pronunciate a voce “troppo” alta? Che cosa è rimasto di quelle promesse, a parte l'inutile, inaffidabile rumore?

****

Riporto dal blog di Milvia parte del suo post: una lettera di Doriana Goracci e poi quella di un gruppo di abruzzesi coraggiosi.

Possiamo solo riflettere e sentire il disagio che cresce nel pensare al tepore delle nostre case.


Ma che freddo fa in Abruzzo? E’ Umanitaria Emergenza
Vi prego di diffondere, come sto facendo io che ho ricevuto il messaggio…solo la Rete può dare una mano e far conoscere questa realtà. Commenti e notizie potete trovarli ai  link che trascrivo, oltre il riferimento attivo e un video eloquente da Abruzzolive.tv : Gelo nelle tendopoli, in 6mila ancora al freddo.
Il freddo è arrivato davvero, non è bastato cantare in solidarietà come a San Siro il 21 giugno 2009.
Cantiamola noi, per loro, amiche ed amici d’ Abruzzo.

Doriana Goracci

Per donazioni e contatti:

emergenzaottobre2009@gmail.com

339.19 32 618 – 347. 03 43 505

http://miskappa.blogspot.com/

http://www.3e32.com/main/?p=1906

http://abruzzo.indymedia.org/


OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA

Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.
A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.
Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.
Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende.Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P.La maggior parte degli Aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare.
Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.Noi, definiti “irriducibili”, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all’Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà.Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni.Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà.E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli.Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma.Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l’ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite.

Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero.


VIDEO E LINK SU

http://www.reset-italia.net/2009/10/20/ma-che-freddo-fa-in-abruzzo-e-umanitaria-emergenza/

http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=6404

(dal blog: rossiorizzonti)


postato da: accipicchia alle ore 23:36 | link | commenti (11)
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Commenti
#1    26 Ottobre 2009 - 23:46
 
Hai fatto molto bene, cara Piera, a riportare tutto.
Un abbraccio e buona notte.

Milvia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Soriana

#2    27 Ottobre 2009 - 14:59
 
Cara Piera, questa è una realtà difficile da accettare per noi comuni cittadini d'Italia, che siamo sì solidali a parole ma materialmente oltre all'offerte ai vari enti non possiamo fare altro, all'infuori d'indignarci. Ho sempre notizie di primamano su ciò che succede perchè Rossella è aquilana, il fratello risiede lì e i suoi anziani genitori, uno dei quali è stato trasferito a Nettuno perchè ospedalizzato, ora verrà dimesso con bisogno d'assistenza continua domiciliare, ma le strutture sanitarie, funzionanti all'Aquila non ci sono più. Io cittadina, vorrei sapere i soldi
che abbiamo donato ai vari enti dove sono, e perchè se sono stati spesi non viene pubblicato un resoconto di come sono stati usati.
Ho tanta rabbia e tanto dolore per l'impotenza di dover assistere a queste ingiustizie, senza nulla potere.
frantzisca
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Francescafutura

#3    28 Ottobre 2009 - 09:23
 
Carissima, hai fatto bene a divulgare l'appello di Milvia.
Concordo con Frantzisca, cosa possiamo fare, concretamente, che non abbiamo già fatto? Nella tragedia che hanno vissuto e continuano a patire i nostri fratelli abruzzesi c'é tutta la Vergogna delle Pomesse-non mantenute....fatte per acquisire un  facile consenso, giocando, vilmente, sul bisogno e la disperazione.
La situazione è davvero grave ma continuare a inviare un contributo economico, senza sapere che fine farà, mi sembra assolutamente inadeguato.
Mi piacerebbe che il problema venisse affrontato da un gruppo politico, lo stesso potrebbe chiedere soluzioni rapide ed efficaci. Come ben sai al momento ci sono altre priorità...la Vergogna, che ricade anche sui cittadini onesti e incolpevoli, continuerà  a  turbare le nostre menti, solo le "nostre" però!
Mi scuso per essermi dilungata. Ti abbraccio. ele.
utente anonimo

#4    28 Ottobre 2009 - 09:57
 
Mia carissima Piera,
quando quel nanerottolo faceva promesse ad alta voce e con larghi sorrisi di circostanza, io, non per irriverenza nei confronti del popolo terremotato, mi facevo quattro risate perchè ero certa che, anche quel dire era più falso di tutte le falsità possibili.
Se è lo stato, parola grossa oggi, a dover garantire, mi sono sempre chiesta il perchè di ripetuti appelli alla bontà del popolo italiano che poi non ha alcuna prova di dove vanno a finire i loro contributi.
Questa è la favola di pinocchio che si ripete continuamente.
perchè per ogni emergenza si invita la cittadinanza a collaborare? dove sono le risorse dello stato?
io non credo più alle parole dei politici ormai da molto tempo e perchè un mio amico che avrebbe voluto inviare il suo contributo per giampilieri in sicilia si è sentito dire che gli aiuti erano chiusi e continuavano invece solo quelli per l'abbruzzo?

Preferisco offrire un panino al prosciutto al povero che passa sotto le mie finestre, almeno so che lo mangerà.


ti abbraccio piera e con te le altre amiche che mi hanno preceduta.
jolanda
utente anonimo

#5    28 Ottobre 2009 - 20:12
 
Ringrazio e mi indigno. Lascio questo mio intervento come contributo. www.etempodiscrivere.it
Baci tristi.
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#6    28 Ottobre 2009 - 20:15
 
Forse è meglio aggiungere all'indirizzo il mio nome. Boh.
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#7    29 Ottobre 2009 - 18:36
 
Comunicato del 29 ottobre 2009

[..] L’aggiornamento di Arteinsieme. La ricetta di Lucrezia Borgia, pardon di Grizabella… Storia di un blog. Già il terremoto è una disgrazia, ma diventa una tragedia con un governo come il nostro. Rino l’intervistat [..]
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RenzoMontagnoli

#8    30 Ottobre 2009 - 08:17
 
questo post ti fa onore
grazie
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente perijulka

#9    30 Ottobre 2009 - 18:09
 
Milvia cara, grazie a te che ci dai sempre spunti su cui "riflettere".

Francesca, non sapevo che Rossella, l'amica di cui parli, fosse aquilana, da lei dunque sai molto bene quale sia la situazione in Abruzzo; fai riferimento ai suoi genitori, immagino le difficoltà e le preoccupazioni per il padre in una situazione così precaria...
Che nota dolente questa dei soldi che generosamente vengono raccolti e che portano alla luce caratteristiche meno vistose ma più vere del nostro essere italiani! Il fatto è che non si ha più fiducia neanche in queste "raccolte", arrivano a destinazione o si perdono nei "labirinti degli interessi privati"? 

Carissima Eleonora, continuiamo ad indignarci e a sentirci impotenti e inadeguate, incapaci, non certo per mancanza di volontà, di opporre qualcosa di forte e concreto all'indifferenza di chi avrebbe invece la possibilità di attuare ciò che noi cittadini non possiamo fare.
Riguardo agli aiuti, ne parlavo prima con Francesca,  e come tu stessa dici, come ci si può fidare?

Jole cara, capisco bene le tue risate amare nell'ascoltare promesse che si ripetono senza variazioni e che puntualmente non si concretizzano.
Giustamente parli di "stato" e di risorse dello "stato", e giustamente usi la minuscola. Già, dove sono le risorse?  E lo Stato? Come viene amministrata la cosa pubblica? Arriverà qualcuno capace di dare delle risposte?

Grazie, Savina, per l'indignazione di cui siamo per fortuna ancora capaci e per il bacio, anche se triste, proprio perché è triste.

Caro Renzo, grazie per i tuoi consigli e...per tutto.

Grazie, Julca, per le tue parole gentili.

A tutti, un caro saluto, chiedo scusa per aver risposto in ritardo ma sono stata fuori qualche giorno. A presto. Piera
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#10    06 Novembre 2009 - 19:39
 
Ogni volta che ci sono queste emergenze, oltre le vittime fisiche ci sono anche le vittime sopravvissute.
I propri cari, la propria casa, la lampada di vetro dipinto a fiori che stava accanto al letto dal giorno del matrimonio, il capezzale con quella dolce Madonna che stringe il Bambino.
Le foto rimaste nei cassetti abbandonati. Ciò che eravamo, ciò che è rimasto. Il gelo dell'inverno che viene.
Sono stata all'Aquila in estate e già dal pomeriggio ci voleva una giacchetta.
Spero che chi può mantenga tutte le promesse e faccia qualcosa anche per le persone qui vicine a me, nel messinese, colpite dalla frana.
Non si possono dimenticare oppure fare tanto e non più.




Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DomenicaLuise

#11    07 Novembre 2009 - 14:54
 
Mimma cara, hai sintetizzato egregiamente due situazioni difficilissime, dev' essere terribile la sensazione di perdita delle proprie radici, non avere più le cose che ci sono care, che possono anche non avere valore in sè ma ne hanno enormemente per chi le possedeva. Mancano i punti di riferimento e rimane la sensazione di essere allo sbando. 
Uguale ciò che molti tuoi conterranei, quasi concittadini, hanno vissuto e vivono tuttora nel messinese, disuguale invece il modo di affrontare il problema da parte di chi dovrebbe e continua a non fare. 
E intanto si parla del ponte sullo stretto...
Capisco bene quel che intendi dire, come non condividere?
Un caro saluto. Piera 
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